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Locatiegids: bruiloften, recepties en feesten op schatting

Hoe een trouwlocatie werkt op OlviX: de klant stelt zijn feest samen - datum, gasten, tafels met de naam die hij wil, gerechten met foto's en zonder prijzen, muziek en fotograaf - en je ontvangt een offerteaanvraag waar alles op staat. Geen aanbetaling en geen gepubliceerde prijs: u maakt de schatting.

Una location non si prenota con un clic

Un matrimonio, una comunione o una cena aziendale non si comprano premendo «prenota»: si concordano. Per questo su OlviX una location per matrimoni lavora su preventivo. Il cliente compone la festa che ha in mente — la data, quanti invitati, come vorrebbe i tavoli, che cosa gli piacerebbe mangiare, che cosa gli serve in più — e manda una richiesta. Non paga nulla e non blocca nulla: riceve i recapiti della location, la location riceve i suoi, e il prezzo si fa parlando, sui numeri veri.

Nessun prezzo in pagina, ed è voluto

Sulla scheda di una location non compare nessun prezzo: né sui piatti né sul totale. Un preventivo di matrimonio dipende da cento cose — quante persone, che stagione, che menu, quante ore di musica — e pubblicare una cifra che poi cambia è il modo più rapido di litigare con un cliente. La legge chiede che il prezzo sia chiaro prima che il cliente si impegni (art. 49 del Codice del Consumo): qui il cliente non si impegna e non versa un acconto, quindi la richiesta resta quello che è, una richiesta di preventivo.

La sala e i tavoli

Se la location lo consente, chi manda la richiesta può aggiungere i tavoli che immagina e dare a ciascuno il nome che vuole: «Tavolo degli amici di Marco», «Tavolo dei nonni». Non è una piantina definitiva ed è giusto che non lo sia: serve a far capire che festa si ha in mente e quante persone si mettono insieme. La disposizione vera si decide poi, di persona.

Il menu, con le foto e senza i prezzi

I piatti sono quelli che la location ha già caricato nel gestionale della ristorazione, con foto e descrizione, divisi per portata. Il cliente spunta quelli che gli piacciono. Non è un ordine e non è vincolante: è il modo di dire «una cosa così». La location riceve l’elenco diviso per sezione e sa già da dove partire per il preventivo.

Musica, fotografo, dog sitter e il resto

Tutto quello che una location offre in più si mette come servizio extra: musica dal vivo, cantante, service audio e luci, fotografo, video, addobbi floreali, animazione per i bambini, dog sitter per chi arriva col cane, navetta. Il cliente li spunta e finiscono nella richiesta. Chi non li ha in casa può metterli lo stesso e appoggiarsi ai professionisti che trova su OlviX nella categoria «Servizi per eventi e imprese».

Le due spunte della location

Non tutte le location lavorano allo stesso modo. Dal modulo della scheda si accendono o si spengono due cose: far scegliere la sala e i tavoli, e far scegliere il menu. Chi la sala la decide sempre a voce toglie la spunta e quel pezzo sparisce dalla pagina; chi il menu lo costruisce su misura ogni volta fa lo stesso. Spente entrambe, alla location arriva comunque la data, il numero di invitati, gli extra spuntati e quello che il cliente ha scritto.

Quanto costa alla location

Conviene distinguere. La scheda, le sale con la piantina dei tavoli, i servizi extra e le richieste di preventivo non comportano alcun canone: vivono sulla scheda della location. Il menu con le foto fa invece parte del gestionale della ristorazione — insieme a sale, planning, ordini e cassa — che oggi è aperto a tutti in prova e che, terminata la prova, richiede il canone di 99 € all’anno. La commissione del 9% si applica a quello che si vende attraverso OlviX; sulle richieste di preventivo non è dovuta, perché non transita alcun pagamento. Una location che non attiva il gestionale non viene mai sospesa. Le offerte Ora Ora e UltimOra restano a gettoni, con i primi dieci lanci in omaggio.

Quello che avanza da 150 coperti

Una location è il caso più tipico dell’antispreco che esista: da un ricevimento avanza cibo buono e in quantità. Con «La regalo» si cede gratuitamente a enti e associazioni, la piattaforma prepara la ricevuta di cessione gratuita da firmare in due copie, e non si consuma nemmeno un gettone. È quello che la legge 166/2016 vuole incoraggiare, e senza quella carta il fisco presume che la merce sia stata venduta.

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